Rapporto sulle elezioni parlamentari albanesi – 2017

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Unione Democristiana Albanese

www.pbdksh.al

Tirana, 2017-08-29

 

Nota

Questo rapporto è stato elaborato dalla direzione generale del PBDKSH (Partito Unione Democristiana Albanese), soggetto politico parlamentare che ha concorso con una sua lista plurinominale alle elezioni politiche del 25 giugno 2017.

Il presente documento è di pubblico dominio e può essere usato dalle istituzioni statali, politiche e dai media per comprendere alcune dinamiche della politica albanese.

Lo scopo del rapporto e di portare luce sui fatti accaduti durante la recente campagna elettorale, a partire dalla presentazione delle liste, passando per i fatti accaduti il  giorno stesso della votazione, fino ad arrivare ai giorni successivi al conteggio delle schede elettorali.

Ci teniamo a sottolineare che anche se questo rapporto è stato elaborato da un partito politico (Unione Democristiana Albanese), per la sua redazione ci si è avvalsi delle migliori risorse albanesi, rispettate per onestà intellettuale e oggettività. Con il presente rapporto non si vuol mettere in discussione la democrazia albanese, anzi si vuole portare all’attenzione dei più,  la dinamica dei processi democratici del paese come le elezioni politiche ed amministrative, il diritto di voto e la libertà di scelta degli eletti.

Il presente scritto è stato diffuso in albania sulla pagina ufficiale web del partito Unione Democristiana Albanese (www.pdksh.al) ed è la prima volta che viene compiuta una simile iniziativa. Inoltre una copia è stata inviata per opportuna conoscenza alle seguenti istituzioni:

Ambasciata degli Usa a Tirana

Ambasciata dell’Ue a Tirana

OSCE
Introduzione

Il Partito Unione Democristiana Albanese (in albanese PBDKSH) è stato fondato nel 1995.

PBDKSH, rappresenta la filosofia politica democristiana e ha come modello lo Stato di Diritto basato sulle regole ed i meccanismi della Democrazia Funzionale nel pieno rispetto del principio di armonia fra religione e stato.

PBDKSH, si fonda sul radicamento locale delle comunità e sulla ricchezza data dalle differenze interne dell’Albania. Esse sono un elemento che non crea problemi dell’integrazione europea, anzi contribuisce allo sviluppo dello stato nazionale il quale non può sopravvivere, scegliendo la chiusura verso l’estero, ma si deve sviluppare secondo i valori fondamentali della Comunità Europea.

L’Albania ha dato contributi importanti nella storia del continente europeo e  oggi non deve restare fuori dagli importanti processi di trasformazione politica ed economica in atto. Però tale evoluzione deve tenere conto delle diverse identità nazionali e pur congiungendosi alla omogeneizzazione che ci ha portati in unico cantiere comune chiamato Unione Europea.

Il presidente del PBDKSH, deputato Eduart Ndocaj nasce da una tipica famiglia cattolica albanese. Lui ha dato contributi importanti per la comunità cattolica albanese, soprattutto nelle zone che sono il simbolo di questa comunità come la Regione di Mirdita, la città di Lezha e la Regione di Puka.

Il PBDKSH, in quanto partito politico è basato sul rispetto della democrazia interna che rispecchia il modello della democrazia al nazionale.  Il partito infatti agisce nel pieno rispetto della Costituzione Albanese e del Diritto Internazionale in vigore; esso agisce per rappresentare e tutelare gli albanesi ovunque siano a prescindere dall’identità  religiosa a cui appartengono.

PBDKSH è aperto a tutti i cittadini che vogliono partecipare alla politica attiva e passiva del paese, che vogliono dare contributi nei forum annuali ed anche nei processi decisionali di governance.

PBDKSH ha partecipato alle elezioni politiche del 25 Giugno 2017 con la sua lista plurinominale di 140 candidati su tutto il territorio albanese  esteso su 12 regioni.

PBDKSH ha concorso da solo con la sua lista plurinominale per contribuire a sanare la democrazia, offrendo nuove possibilità di partecipazione politica dei cittadini i quali devono essere al centro della vita politica del paese, non come semplici  spettatori ma come attori decisionali e protagonisti.

L’unione Democristiana Albanese ha  concorso da sola alle elezioni politiche con l’obiettivo di salvare la “causa democristiana albanese”. Tale obiettivo è una necessità non solo per la nostra comunità ma per tutta la società albanese.

Il modello politico

Il PBDKSH fondato nel 1995 è tra i primi partiti registrati dopo la caduta del regime comunista. Il partito ha sempre mantenuto la sua identità non alleandosi con concorrendo in coalizioni politiche, quindi non cambiando mai la sua storia politica.

Lo scopo finale di PBDKSH non è ad arrivare al potere per godere i privilegi che ne derivano, ma per metterlo al servizio dei cittadini e per rappresentarli in modo più dignitoso possibile e soprattutto per avvicinare a loro la politica secondo un’offerta di alternativa di governo.

Inoltre, la promessa fatta da PBDKSH nelle ultime elezioni era di saldare il legame tra la politica ed il territorio. Cosa vuol dire questo? Durante tutti questi anni si è notato un fenomeno molto pericoloso che tenta di minacciare la rappresentanza dei cittadini, la rappresentanza del territorio ed il legame diretto della politica con il territorio.

La mancanza di uno sviluppo urbano pianificato, la presenza dell’emigrazione sia interna verso le città, sia esterna verso altri paesi, il disinteresse della politica, hanno fatto che tanti territori soprattutto al Nord d’Albania si trovino a non essere rappresentati nel sistema democratico.

Eduart Ndocaj, il presidente di PBDKSH è anche un deputato che rappresenta la Regione di Lezha, perciò con la situazione descritta, si è deciso che la Sede centrale del partito dovesse rimanere a Lezha.

Per la prima volta che un un partito nazionale sposta la sua sede da Tirana ad una città secondaria. Tale azione ha avuto ottimi risultati visto che non tutti i cittaidni hanno la possibilità economica di fare un viaggio di andata e ritorno per Tirana. In oltre Eduart Ndocaj, in qualità di Presidente del Partito come deputato della zona, deve avere contatti continui con i suoi cittadini, perciò con questo spostamento tutto funziona meglio e migliora la rappresentanza dei cittadini, aumentando il legame tra la politica ed il territorio.

La composizione della lista plurinominale del partito durante le ultime elezioni aveva come obiettivo la rappresentanza di larga scala dei cittadini, includendo candidati che rappresentino più meno tutti gli strati sociale del Paese. I candidati nelle liste di PBDKSH erano operai, emigrati, avvocati, imprenditori, liberi professionisti e docenti universitari, quindi soggetti che rispecchiano la realtà sociale del Paese.

La strategia politica e la campagna elettorale

Le strategie politiche sono diverse sia nel tempo che nello spazio secondo le caratteristiche politiche, sociali, economiche e storiche di un paese.

I partiti politici di solito scelgono strategie diverse e si possono distinguere semplicisticamente fra quelle che falliscono oppure no. Un criterio molto più adeguato per valutare le strategie politiche è la loro efficacia, ma questo criterio viene raramente preso in considerazione nella formulazione di un giudizio politico.

Ultimamente i partiti politici ed i soggetti politici albanesi danno importanza alle strategia solo se funzionali allo scopo della conquista del potere dimenticando che i gli attori politici sono e devono essere importanti cantieri sociali pronti a contribuire con nuovi modelli di successo per la comunità.

Il PBDKSH non pretende di aver avuto una strategia politica vincente nei termini della conquista del potere, però  ha dimostrato di aver elaborato una strategia efficace. Perché si può considerare efficace? Il PBDKSH ha indirizzato la campagna elettorale non allo scopo di fare spettacolo, non alla maestosità delle promesse durante i meeting, bensì con contatti diretti con tutti i cittadini, in qualsiasi situazione e senza pregiudizi di appartenenza politica o sociale.

La campagna elettorale di PBDKSH è stata realizzata con molteplici incontri con i cittadini nelle città, campagne, quartieri, strade e sui posti di lavoro. Questo è un nuovo modello politico, reale e moderno, offerto e realizzato nelle ultime elezioni politiche da PBDKSH.

La nostra sintesi politica è nata grazie ai contatti diretti con le persone e non dai grandissimi meeting di piazza. Qual’è la differenza? La politica di natura spettacolare che costringe masse di persone a frequentare meeting di massa nelle piazze, come sappiamo bene anche dalla storia, hanno prodotto regimi dittatoriali. Invece la politica fatta da contatti diretti, spontanei,  con le strette di mano, producono politiche di welfare e meccanismi giusti per una democrazia diretta e partecipativa.

Il PBDKSH con la sua strategia politica reale, sociale e diretta ha realizzato una missione e una professionalità tangibile da tutti e capace di arrivare a tutti gli strati sociali. In questo modo si crede che possa cadere il mito della politica come privilegio di pochi per mezzo della sottomissione di chi rimane fuore dall’agone politico.

La burocrazia oggi è un fenomeno che vessa la maggioranza dei cittadini, perciò, per eliminarla il più possibile, il PBDKSH non ha preferito aprire uffici elettorali su tutto il territorio come fanno ormai da decenni altri partiti politici, bensì ha preferito fare contatti diretti creando appuntamenti ad-hoc e quindi salvando moltissime risorse per altre iniziative.

L’obiettivo di questi contatti con i cittadini non è stato volto alla semplice retorica oppure a incagli ideologici, ma è servito a raccogliere feedback ascoltando i problemi della vita quotidiana e le aspettative del popolo per il raggiungimento del benessere comune.

Negli ultimi anni i cittadini sono stati attaccato e minacciato dalla mattina alla sera con discorsi politici farsi, polemiche vuote, litigi falsi allo scopo di creare la convinzione di divisione politica e per conseguenza per dividere i cittadini  e la comunità secondo opinioni sbagliate e falsi al favore del mantenimento del potere senza una rappresentanza vera e propria.

Il linguaggio politico usato

Il PBDKSH ha tentato ed è riuscito ad usare un linguaggio semplice, comprensibile allo scopo di aumentare la qualità della comunicazione, consentendo di ricevere feedback e soprattutto che lasciasse la possibilità di trasmettere messaggi che hanno a che fare con le problematiche dei cittadini. Una comunicazione chiara aiuta i cittadini a guardare a possibilità reali e concrete che permettano di avvicinare le soluzioni.

I cittadini ormai sono stanchi dei lunghi discorsi dei politici e del linguaggio usato. Spesso per alcuni, tale linguaggio sembra un’altra lingua straniera. Questo è successo e succede,perché a prescindere dalla formazione intellettuale che i politici possiedono, essi tentano sempre di apparire come grandi intellettuali che usano parole straniere delle quali nemmeno loro stessi sanno il senso.  

Risolvere i problemi

Il PBDKSH ha fatto un grande servizio ai cittadini usando il potere per risolvere i problemi concreti. Dunque PBDKSH non ha fatto un uso clientelare del potere nell’interesse di pochi, ma ha messo lo ha messo al servizio dei cittadini e della loro rappresentanza. Questa è stata una strategia vincente perché è andata nell’interesse dei cittadini.

Un ruolo fondamentale lo ha avuto Eduart Ndocaj, il presidente di PBDKSH, che nella qualità di deputato ha alzato in continuazione la voce per i problemi e le richieste dei cittadini al fine di migliorare la qualità della vita delle classi più vessate.

Per realizzare le istanze raccolte, prima di tutto si sono evidenziate e questo è stato possibile grazie ai contatti diretti mantenuti sempre con le persone usando anche mezzi moderni di comunicazione come i social network.

Eduart Ndocaj ha tenuto una grande battaglia sulle condizioni miserabili dell’Ospedale Regionale di Lezha, ed ha portata la discussione fino al Ministro della Salute ed al Presidente del Consiglio attraverso una continua denuncia sui media. Ciò ha costretto la governance nazionale a migliorare i servizi e l’infrastruttura dell’Ospedale che adesso è tra i migliori in Albania.

Molti altri casi di disagio sociale ed economico delle famiglie albanesi, sono state affrontate da Eduart Ndocaj con contributi personali: facendo donazioni private. Sono tanti casi di beneficenza fatti da Eduart Ndocajnon resi pubblici per rispettare la privacy dei cittadini.

Eduart Ndocaj ha portato una nuova tradizione necessaria per l’ambiente politico albanese, perché con il suo modo di fare ha rotto il silenzio del potere in favore del bene per i cittadini. Nel sistema politico albanese e non solo c’è una regola non scritta che nessuno deve alzare la voce contro il potere. Eduart Ndocaj non l’ha rispettata, scegliendo di stare vicino ai cittadini ed al loro servizio.

Tutta la campagna elettorale di PBDKSH è stata indirizzata contro il potere ed a favore dei cittadini.

Le relazioni con i media

Per i soggetti politici e in modo particolare per i partiti, la relazione con i media televisivi e giornalisti è molto importante, perché sono una finestra per comunicare alle masse. In un paese democratico i media devono essere liberi e le relazioni con i partiti politici deve essere egualitaria a prescindere dalla loro grandezza e dalla loro forza.

Ma cos’è successo in Albania con la maggior parte dei media televisivi negli anni passati? Essi sono legati con alla politica, alcuni di loro per interessi diretti con il potere operano in modo non leale e altri per paura sono passivi e non fanno quello che devono fare: informare diffondendo la verità e solo la verità.

La situazione mediatica in Albania e tale che condanna principalmente i partiti di Opposizione e soprattutto quelli che si chiamano partiti piccoli. Come li condannano? Li condannano in due modi:

  • Con  la censura. Lasciandoli in ombra e nella dimenticanza, non offrendo a loro nessuno spazio di comunicazione con cittadini per trasmettere messaggi, presentare idee, programmi e per rimanere in contatto continuo con loro.
  • Attaccarli. Questo è uno schema ben conosciuto ormai nell’ambiente mediatico, perché diversi giornali e tv sono usate dai poteri forti per attaccare in modo non giusto gli avversari.

Per sfortuna la situazione economica di tante tv e giornali è quasi nel fallimento e per sopravvivere tentano di ricattare i piccoli partiti politici usando a loro disposizione la forza del quarto potere come viene ormai chiamato.  Molte tv e giornali sopravvivono grazie le pubblicità che assicurate dal potere centrale e dai meccanismi che esso produce tramite canali di donazioni di dubbia provenienza.

La relazione delle tv e dei giornali con i partiti politici durante le campagne elettorali è diventato solo un rapporto di affare allo scopo del guadagno delle parti. Sembra che tutto funziona grazie ad un accordo non scritti.

Un altro problema è dato dalle tv che hanno lo status di tv nazionali che dovrebberoi creare spazi comuni e uguali per tutti i partiti politici. Ma cosa fanno in realtà? Il pregiudizio da parte dei media verso i piccoli partiti è ingiusto e forte, perché partono con l’idea che i partiti grandi rimangono sempre grandi e quelli piccoli saranno sempre piccoli. Questo tipo di classificazione non dovrebbe essere compito dei media, ma dovrebbe essere deciso dal popolo sovrano con il voto. Comportandosi così i media fanno anche una cosa più grave perché usando loro spazio di comunicazione visiva orientando gli elettori verso scelte politiche predefinite.

Allora qual è il ruolo dei media in queste situazioni? I media di oggi sono diversi da quelli del regime totalitario, perché la libertà si compra anche con soldi ed invece nel regime la potevi averes olo grazie al potere politico. Qual’è la differenza di ieri e di oggi? Oggi il potere politico ha anche la forza economica a disposizione e in queste condizioni l’establishment non cambia e non ha nessuna possibilità di cambiare.

Dunque i media d’oggi sono un fattore che servendosi al potere ostacolano i processi democratici, la rotazione dell’elite e anche la rotazione dei modelli politici.

Le nuove forme di comunicazione come Facebook stanno tentando di spazzare via la censura e le barriere di comunicazione condizionate dalla forza centrale.

In questa situazione il PBDKSH ha deciso di usare Facebook e Youtube per la comunicazione con le masse. Questa è l’unica maniera per comunicare in maniera più efficace e meno costosa.

Perciò per la PBDKSH il focus di comunicazione con i cittadini era tramite il Facebook oppure Youtube, perché questo era l’unico modo per comunicare senza censur. Ormai con un clic e con un smartphone ogni cittadino si può informare scegliendo l’informazione che gli interessa e gli piace secondo l’ottica della verità.

Questa relazione dei media con i partiti politici ha creato una situazione di ostacolo per lo sviluppo dei processi democratici e per la rotazione del potere.

Perciò i cambiamenti del Codice Elettorale sono importanti per quanto riguarda i rapporti tra i media ed i partiti politici durante le campagne elettorali. Esso deve garantire uno spazio uguale per tutti nella comunicazione tra i partiti politici che decidono di partecipare alle elezioni politiche, solo così ci possono essere pari opportunità in una gara reale elettorale.

Inoltre essendo un dato di fatto che in Albania chi possiede il potere politico automaticamente possiede anche il potere economico, i fondi statali per i partiti politici d’Opposizione che partecipano alle elezioni politiche deve essere più grande.

Attualmente non c’è una gara leale perché i piccoli partiti (giudicati come tali e quindi che non possono diventare mai grandi)  hanno un fondo governativo per la partecipazione nelle elezioni di tre mila euro ed il prezzo per partecipare ad una trasmissione di cronaca ad una tv nazionale è di circa tre mila euro. Invece la situazioni per i parti più grandi è diversa, il fondo messo a disposizione dal governo supera i cinquanta mila euro. Questo sistema non è proprio di una democrazia che garantisce meccanismi di pari opportunità, anzi sposta il sistema verso una oligarchia di potere economico,/politico e crea un monopolio nella comunicazione con le masse.

Manipolazione delle elezioni

Uno dalle battaglie più importanti per il PBDKSH è stato la battaglia per difendere il voto dei cittadini e tutelare la libera volontà politica espressa tramite il voto. Per la causa delle libere elezioni il PBDKSH ha deciso di allinearsi con l’Opposizione che si era chiusa sotto una tenda davanti l’edificio del Consiglio dei Ministri.

Ma cosa è successo veramente in queste elezioni? Per la verità non sono stati fatti progressi in questa direzione, perché la povertà delle famiglie e l’uso dell’occupazione lavorativa attraverso il potere hanno fatto diventare il cittadino un ostaggio dei meccanismi che manipolano la libertà di voto.

Le elezioni sono state trascorse in una gara aspra tra due partitici politici della coalizione di governo, praticamente tra il Partito Socialista ed il Partito Movimento Socialista per l’Integrazione. Questo schianto tra due titani non ha aiutato a tutelare la libertà di voto dei cittadini ma ha replicato la pratica ben conosciuta ormai nelle precedenti elezioni in Albania: la vendita del voto.

Per le democrazie occidentali che non immagino cosa voglia dire, la spiegazione è semplice: i candidati alla carica di deputato vanno nei collegi elettorali e vogliono il voto dei cittadini, per questo offrono loro una somma di denaro. Dunque in Albania il voto dei cittadino non ha un valore politico di preferenza ma un prezzo in denaro.

La gara tra il Partito Socialista e Movimento Socialista per l’Integrazione ha fatto aumentare del 100% il prezzo del voto. Se prima costava venti euro, nelle ultime elezioni il prezzo del voto in alcune zone del Nord dell’Albania come Lezha, Dibra, Kukes e Scutari è arrivato a costare 200 euro e in alcuni casi di eccezione il prezzo è stato anche 300 euro per voto.

Nelle elezioni parlamentari del 2013 un voto costava un prezzo medio a livello nazionale di 20 euro, invece nelle ultime elezioni parlamentari il prezzo medio del voto a livello nazionale è stato di 100 euro.

Davanti ad una tale situazione, il PBDKSH, PD (Partito Democratico) ed altri partiti di Opposizione che hanno rispettato il Codice Elettorale, la Costituzione e la libera volontà politica dei cittadini non potevano fare niente e di conseguenza hanno perso le elezioni non per questioni democratiche.

Un grande pressione è stata esercitata sui cittadini tramite l’offerta di posti di lavoro per quelli nell’amministrazione pubblica. Tutti quelli che avevano un impiego nell’amministrazione pubblica sono stati obbligati dai partiti di maggioranza a votare in un certo modo, sotto il ricatto del licenziamento.  

L’occupazione continua ad essere un argomento che fa deviare la volontà dei cittadini.

In una situazione di massima tensione nella società albanese, costruitaappositamente dal sistema politico, i cittadini convivono con la paura e non sono in grado a decidere liberamente la loro rappresentanza politica, affossando i processi democratici e lasciando spazio ad una oligarchia politica che controlla ogni parte della società.

Imparzialità politica del processo elettorale

La procedura elettorale e il conteggio del voto dopo le elezioni continua ad essere politicizzato ed è sotto il controllo del potere politico del momento. La depoliticizzazione del processo di indizione delle elezioni e della sua gestione è stato un altra delusione delle politiche di 25 Giugno 2017.

Anche se formalmente si sono prese misure per minimizzare il coinvolgimento dell’amministrazione pubblica politicizzata nel processo elettorale, il macchinario del potere con tutta la sua forza si è messo a lavoro nel giorno delle elezioni e in special modo nei centri del conteggio del voto e sulle commissioni elettorali.

Per confermare questo basta che prendiamo come esempio due centri importanti di conteggio nella città di Lezha, dove il prefetto in persona, vice sindaco, Direttore Generale ed ex ministri erano presenti lì e hanno preso il controllo del processo elettorale fino all’annuncio del risultato definitivo. Questo modo di agire da partedi chi detiene il potere politico sul territorio ha sminuito i partiti d’Opposizione.

La politicizzazione del processo elettorale crea condizioni di non parità tra i partiti politici minacciando seriamente il processo democratico e allo stesso tempo rischia di portare alla deriva la credibilità delle istituzioni statali.  

L’incriminazione del processo elettorale

Il processo di decriminalizzazione delle istituzioni statali si deve accompagnare con la piena decriminalizzazione della politica e di ogni fonte di potere.

Cosa è successo nelle ultime elezioni? Persone con gravi precedenti penali in collaborazione con il potere politico centrale oppure con segmenti derivanti da esso hanno esercitato pressione sui cittadini creando paura allo scopo di deviare il risultato finale delle elezioni.

Persone con precedenti penali hanno avuto un ruolo importante nel processo elettorale. Alcuni di loro hanno avuto interessi personali perché avevano parenti nelle liste come candidati alla carica di deputato.

Persone con queste caratteristiche hanno avuto libero accesso nell’ambiente del conteggio del voto ed alcuni di loro avevano – contro la legge – anche lo status di  membro della commissioni di conteggio.

Il processo del conteggio del votazione deve essere indipendente e deve essere compiuto dai cittadini e dai liberi professionisti che non appartengono a nessun partito politico o soggetto politico. Solo così è possibile realizzare elezioni libere in Albania. Altrimenti non saranno mai libere perché il processo viene gestito e monitorato dal potere centrale in collaborazione con il mondo di criminalità.   

Il voto degli emigranti

Un altro fallimento nelle ultime elezioni è stato l’esclusione dal diritto di voto di tutti gli albanesi che vivono all’estero.  Purtroppo l’Albania è l’unico paese che non ha applicato il diritto di voto per suoi cittadini che vivono all’estero. Dobbiamo sottolineare che il diritto di voto per i cittadini che vivono all’estero è un diritto garantito dalla Costituzione albanese ma anche dal Diritto Internazionale in vigore come una norma erga omnes.

Più della metà dei cittadini con il diritto di voto (secondo la costituzione albanese chi compie 18 anni anche nel giorno delle elezioni ha diritto di votare ed essere votato)  vivono all’estero per questioni di emigrazione economica, ragioni di studio oppure fanno parte nel servizio diplomatico del Paese. La mancanza della volontà politica di adottare misure e provvedimenti per l’applicazione del diritto del voto per questa parte della popolazione crea condizioni di rappresentanza politica parziale facendo così un processo democratico non pienamente inclusivo. Più della metà della popolazione non avrà la sua rappresentanza perché non ha potuto votare.

Il PBDKSH ha fatto di tutto per fare applicare il diritto del voto per i cittadini che vivono all’estero ma non ha avuto ottimi risultati perché è mancata la piena volontà del governo e degli altri partiti di maggioranza.

Votazione elettronica

I partiti politici in Albania devono pensare seriamente di proteggere il voto dei cittadini ed escludere ogni possibilità di deviazione del voto contro la libera volontà politica. La maniera più efficace per realizzare questo secondo i politologi albanesi ed esperti internazionali in materia è la votazione elettronica.

I partiti politici in collaborazione con gli Usa, Ue, OSCE devono impegnarsi fortemente per applicare la votazione elettronica nelle prossime elezioni.

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